Musica

Archi virtuosi

23 mag , 2017  

Bogdanovich - Dalsass

Mercoledì 31 Maggio 2017

ore 20:45

Chiesa di Santa Maria di Castello, Biancade

Il terzo appuntamento della stagione, mercoledì 31 maggio, sarà concentrato sulla musica per archi (Archi virtuosi), e ospiterà giovani talentuosi e grandi virtuosi.
Sul palco-altare dell’antica chiesa di Santa Maria di Castello incontreremo, infatti, l’Orchestra d’Archi del Liceo Giorgione di Castelfranco Veneto, protagonista della prima parte con sgargianti pagine barocche. La seconda parte sarà, invece, affidata allo straordinario violinista serbo Dejan Bogdanocivh, concertista e didatta di fama internazionale, e al violoncellista Marco Dalsass, violoncellista dalla carriera prestigiosa e direttore artistico della rassegna biancadese. Il loro programma, che si apre con la festosa musicalità di una sonata mozartiana, indaga nel repertorio di fine ottocento/inizio novecento, proponendo anche autori molto coinvolgenti pur se poco noti, alternando virtuosismi neoclassici sonorità marcatamente slave.

SPAZIO GIOVANI

Orchestra d’Archi del Liceo Giorgione di Castelfranco Veneto

Antonio Vivaldi Concerto un Do maggiore ‘Con Molti Istromenti’,RV 558

(1678–1741)

Georg Philipp Telemann Concerto in La minore per flauto dolce, viola da gamba, archi e continuo

(1681–1767)

ARCHI VIRTUOSI

Dejan Bogdanovich, violino

Marco Dalsass, violoncello

Wolfgang Amadeus Mozart Sonata K 423 per violino e viola/violoncello
(1756-1791)

Reinhold Moritzevič Glière Otto pezzi, Op. 39 n. 1 per violino e violoncello
(1875-1956)

Léon de Saint-Lubin Fantasia su un tema dalla ‘Lucia di Lammermoor’, Op.46

(1805-1850)

Zoltán Kodály Sonata Op. 8 per violoncello solo (I. Allegro maestoso ma appassionato)
(1882-1967)

Maurice Ravel Sonata per violino e violoncello

 

Dejan Bogdanovich (curriculum)

Dejan Bogdanovich

,

Musica

Splendori del Barocco

12 mag , 2017  

AccRic03

Venerdi 19 Maggio 2017

ore 20:45

Chiesa di Santa Maria di Castello, Biancade

Splendori del Barocco
La lezione corelliana
Accademia del Ricercare,
Pietro Busca, Direttore

Arcangelo Corelli e la sua scuola strumentale

La lezione Corelliana: allievi e compositori contemporanei

G. Ph. Telemann (1681-1767)

Triosonata in Si Minore dalle “Corellisierende sonaten”

Grave, Vivace, Adagio e staccato, Presto

A. Corelli (1653 – 1713)

Ciaccona

Sonata n.10 op. 7

Preludio, Corrente, Sarabanda, Giga

J. M. Leclair (1697 – 1764)

Deuxiéme Récréation op. 8

Chaccone

G. Ph. Telemann (1681-1767)

Triosonata in Re Minore TWV 42:D10

Allegro, Adagio,Allegro, Presto

Antonio Vivaldi (1678 – 1741)

Sonata in mi min. op. 1 n. 2

grave – corrente – giga – gavotta

A. Corelli

Follia op.5/12 (F. Geminiani)

Manuel Staropoli, flauti

Vittoria Panato, violino

Antonio Fantinuoli, violoncello

Claudia Ferrero, clavicembalo

Note al programma.

Arcangelo Corelli rappresenta sotto molti aspetti un unicum nella storia della musica barocca. Tanto per iniziare, a differenza di molti altri autori suoi contemporanei che condussero una vita frenetica in diverse città europee, il compositore di Fusignano trascorse la maggior parte della sua carriera a Roma, dove poté elaborare con tutta tranquillità il suo raffinatissimo stile. In secondo luogo, Corelli non compose centinaia di opere a getto continuo come Vivaldi, Bach o Händel, ma solo sei raccolte di opere a stampa (e un ristrettissimo gruppo di lavori pervenutici in forma manoscritta), che cesellò instancabilmente per anni per conferire loro l’inarrivabile perfezione formale che viene riconosciuta ancora oggi. Per finire, il nome di Corelli non cadde immediatamente nell’oblio subito dopo la sua morte, avvenuta nel 1713 all’età di 60 anni, ma le sue opere vennero considerate un imprescindibile modello di stile in ogni parte d’Europa, anche grazie ai numerosi compositori come Francesco Geminiani che portarono il verbo corelliano nelle città più alla moda del Vecchio Continente. In particolare, in Inghilterra il concerto grosso di Corelli continuò a godere una inopinata fortuna fino alla fine del XVIII secolo, quando in tutta Europa si erano diffuse le più moderne opere di Haydn e Mozart.

Il programma di questo concerto propone uno degli infiniti itinerari possibili in questo ambito repertoriale, abbinando alcune delle opere più famose di Corelli, come la Ciaccona della Sonata op. 2 n. 2 e la travolgente Follia, a una serie di brani particolarmente significativi dei moltissimi compositori che risentirono in maniera più o meno evidente della sua influenza. Ovviamente, trattandosi di autori dotati di una spiccata personalità, ognuno reinterpretò il modello corelliano secondo la propria cultura e la propria sensibilità, come si può facilmente notare ascoltando le due eleganti Sonates corellisantes di Georg Philipp Telemann, la coinvolgente verve della Chaconne di Jean-Marie Leclair, compositore francese che seppe far coesistere in maniera molto convincente lo stile del suo paese con gli elementi italiani appresi non solo da Corelli ma anche dal suo maestro Giovanni Battista Somis e da Pietro Antonio Locatelli, e il gradevolissimo concerto vivaldiano.

Oggi il ricordo di questo virtuoso di sommo talento e raffinatissimo compositore non è affidato solo alle sue opere, ma anche a Franco Battiato che lo ha scelto come exemplum di bellezza nel distico finale della sua canzone del 2009 Inneres Auge, vista come via di salvezza dai mali del contesto politico italiano. (Giovanni Tasso)

La linea orizzontale ci spinge verso la materia,

quella verticale verso lo spirito.

Ma quando ritorno in me,

sulla mia via, a leggere e studiare,

ascoltando i grandi del passato

mi basta una sonata di Corelli,

perché mi meravigli del creato

ACCADEMIA DEL RICERCARE

AccRic02

Fondata nel 1989 dall’attuale direttore Pietro Busca, l’orchestra rinascimentale dell’Accademia del Ricercare è una formazione unica in Italia e tra i pochissimi gruppi del genere presenti in tutto il mondo. Sotto il profilo dell’organico questo ensemble non presenta infatti la consueta compagine di archi, legni e ottoni delle orchestre moderne, ma ricalca fedelmente i gruppi strumentali attivi presso le principali corti europee tra il XV e l’inizio del XVII secolo. Il suo organico di circa sedici elementi comprende consort (famiglie di strumenti di diversa taglia, dal soprano al basso) di flauti dolci e di viole da gamba, traverse, ance incapsulate (termine che accomuna strumenti ormai del tutto desueti come la cornamusa rinascimentale e il cromorno), strumenti a pizzico (liuti, tiorbe e arpe), un variegato basso continuo (clavicembalo, virginale, organo e violone) e una grande varietà di percussioni. Nel loro insieme questi strumenti – copie fedeli degli strumenti di epoca rinascimentale – esprimono sonorità straordinariamente suggestive, in grado di esaltare al massimo grado le opere eseguite. Va poi sottolineato il fatto che – a differenza della quasi totalità degli ensemble di strumenti originali – l’orchestra rinascimentale dell’Accademia del Ricercare si avvale da molti anni della collaborazione degli stessi musicisti, un fatto che ha permesso al direttore Pietro Busca di ottenere un amalgama sonoro e un’intesa che sono stati lodati in maniera estremamente lusinghiera da diverse prestigiose riviste sia italiane sia straniere come CD Classics, Orfeo, Audiophile Sound, Medioevo, Amadeus e Choir & Organs.

Nei 25 anni della sua attività l’Accademia del Ricercare, nelle sue diverse formazioni, ha tenuto oltre 800 concerti sia in Italia sia all’estero, riscuotendo sempre vivi apprezzamenti per la sua coinvolgente musicalità e per l’assoluta proprietà stilistica con cui si accosta a ogni opera. Tra le tappe più significative di questa lunga e luminosa carriera meritano di essere citati l’Internationaal Festival van Vlaanderen di Gandil Festival di Musica Antica di Graz, il Festival de la Laguna di Tenerife, il Festival de Música de Canarias, il Festival de Musique et Renaissance de Paris, Antiqua BZ, Musica e Poesia a San Maurizio a Milano, il Festival Leonardo Leo di San Vito dei Normanni e il Festival Lodoviciano di Viadana.

Per quanto riguarda l’attività discografica, l’orchestra rinascimentale dell’Accademia del Ricercare ha realizzato nel corso degli anni 13 registrazioni che abbracciano un repertorio quanto mai variegato, che spazia dalle Danze a stampa del Rinascimento europeo di Pierre Attaingnant e Claude Gervaise alle conosciutissime Sonate per flauto e basso continuo di Antonio Vivaldi, dalle opere sacre composte da Giovanni Francesco Anerio per il Giubileo del 1600 alle cantate profane di Johann Adolf Hasse e dal Banchetto musicale di Johann Hermann Schein ai sublimi capolavori di Arcangelo Corelli, pubblicate dalle etichette Stradivarius e Brilliant Classics.

Nel 2009 ha ricevuto l’incarico dal Governo delle Canarie e dalla società di Musicologia Spagnola di incidere i Villancicos di Diego Duron , opera che ha suscitato grande interesse per l’appropriata scelta dell’organico strumentale.

Nel 2015 l’Accademia del Ricercare ha stipulato un accordo con la prestigiosa etichetta tedesca CPO (Classic Produktion Osnabrück), che si è aggiudicata per ben due volte il titolo di Migliore Etichetta Indipendente del Mondo ai Cannes Classical Awards (MIDEM). Tra i primi titoli che verranno pubblicati meritano di essere citate le Musae Aoniae di Michael Praetorius e di Erasmus Widmann e le Sonate op. 3 di Farina. Questa collaborazione darà all’orchestra rinascimentale dell’Accademia del Ricercare una maggiore visibilità a livello internazionale e segnerà una nuova fase di sviluppo che la porterà a consolidare la sua posizione tra le formazioni di strumenti originali più autorevoli del mondo.

Musica

Gran Galá Concerto d’Archi

1 mag , 2017  

Imm05Mag17

Venerdi 05 Maggio 2017

ore 20:45

Chiesa di Santa Maria di Castello, Biancade

Evento di apertura 7^ stagione concertistica, Gran Galà per Archi

Alessandro Perpich, Enzo Ligresti, Pietro Donà e Marco Bisi: violini
Achille Galassi e Francesca Fogli: viole
Marco Dalsass e Federico Motta: violoncelli
F. Mendelssohn: Ottetto per archi;
P.I. Cajkowskj: Souvenir de Florence

L’eleganza inventiva di due raffinati autori di fine Ottocento come Felix Mendelssohn-Bartholdy e Pyotr Ilyich Tchaikovsky, il peculiare impasto sonoro di una formazione d’archi non propriamente consueta e, non da ultimo, la caratura degli interpreti che inaugureranno questa settima stagione di Concerti a Santa Maria di Castello, sono il migliori viatico per la rassegna musicale nell’antica chiesa sulle rive del Musestre.
I violini di Alessandro Perpich, Enzo Ligresti, Pietro Donà e Marco Bisi, le viole di Achille Galassi e Francesca Fogli e i violoncelli di Marco Dalsass e Federico Motta apriranno la serata, tra le enigmatiche architetture e i medievali affreschi della chiesa, con l’Ottetto per archi composto da un sedicenne Mendelssohn già fine innovatore, ricco di calibrati contrasti e capacità già di fine orchestratore. A seguire, il Souvenir de Florence che Čajkovskij compose nella città toscana intrecciando echi di lirismo operistico italiano con melodie tipicamente russe. Due capolavori senza tempo per aprire una nuova e poliedrica stagione.