Concerto I

Musica

Concerto di Apertura 5^ stagione (2105)

16 apr , 2015  

28 Aprile 2015

ore 20:45

Chiesa di Santa Maria di Castello, Biancade

Concerto di Apertura 5^ stagione (2105)

dadicata a   Giannino Dalsass

Marco Dalsass, violoncello
Giacomo Dalla Libera, pianoforte

Musiche di Beethoven, Schumann, Brahms

La Sonata in sol minore Op. 5 n. 2 di L. van Beethoven per pianoforte e violoncello è una composizione ambiziosa ed avanguardistica; fino ad allora infatti la letteratura violoncellistica aveva offerto sonate che vedevano in rilievo assoluto solamente uno dei due strumenti (violoncello o pianoforte) mentre l’altro si limitava ad “accompagnare”. In questa sonata invece gli strumenti assumono un ruolo fra loro assolutamente paritario. Altro elemento di originalità è la forma: contro la tradizione la composizione si articola in soli due movimenti, entrambi di ampie dimensioni. Un primo tempo “Allegro molto piuttosto presto” (fulcro dell’opera) introdotto da un Adagio espressivo di grande profondità concettuale e un Rondò conclusivo che è fra le pagine umoristiche più riuscite del giovane Beethoven e che vede un pieno impegno tecnico anche da parte del violoncello.

La sonata in mi minore Op. 38 di J. Brahms (Allegro non troppo – Allegro quasi Menuetto – Allegro) è un’opera ambivalente; da una parte l’atmosfera prevalentemente cupa che la caratterizza è infatti pienamente romantica e al suo interno si alternano momenti di grande lirismo e cantabilità a momenti più appassionati e tumultuosi; dall’altra si contraddistingue per una disposizione in qualche modo retrospettiva dai molteplici riferimenti, e anzitutto di omaggio alla tradizione settecentesca. In evidenza, il riferimento all’Arte della fuga di Bach: il tema principale del primo movimento trae spunto infatti dal soggetto delContrapunctus 4, mentre quello del finale, che è una mediazione tra la fuga e la forma di sonata, ricalca il soggetto del Contrapunctus 13. Il secondo tempo si richiama invece all’epoca classica ed è una sorta di intermezzo più leggero e delicato tra i toni epici e narrativi della prima parte e una conclusione di proporzioni monumentali.

I 5 Pezzi in Stile Popolare Op. 102 sono delle pagine caratteristiche in cui è sempre evidente l’ispirazione genuina e lo slancio spesso tormentato ed irrequieto di R. Schumann. Nel primo movimento (Mit Uumor) il compositore si richiama al tema di una brillante polka boema, ascoltata probabilmente a Lipsia da alcuni musicisti girovaghi. In testa al brano, la citazione biblica «vanitas vanitatum», forse per indicare che ogni sentimento, anche il più allegro, svanisce e si dissolve. Il Lento successivo ha un carattere puramente lirico e va annoverato certamente tra le più belle pagine poetiche del compositore. Il movimento seguente (Nicht schnell), somigliante ad una romanza senza parole, evoca un clima vagamente onirico e cullante. I due movimenti finali sono delle danze stilizzate: il primo di carattere rusticano e il secondo simile ad una estrosa tarantella, indicata da Schumann come vigorosa e fortemente accentuata (Stark und markiert).

Giacomo Dalla Libera, 

Giacomo Dalla Libera, nato nel 1979 ha studiato presso il Conservatorio “Cesare Pollini” di Padova nella classe della Prof.ssa Micaela Mingardo, diplomandosi nel 1997 con il massimo dei voti e la lode Ha partecipato a diversi seminari e masterclass tenuti da Maestri quali Riccardo Zadra, Leonid Margarius, Aldo Ciccolini, Paul Badura-Skoda, Antonio Ballista e Konstantin Bogino.

Dal 2001 al 2005 in qualità di membro del Trio Malipiero ha frequentato l’Accademia Internazionale di Musica da Camera di Duino mentre dal 2001 al 2004 sempre con la stessa formazione segue i corsi tenuti dal Trio di Trieste presso l’Accademia Chigiana di Siena,dove ottiene per due anni consecutivi il Diploma di Merito. Si è affermato in concorsi di musica da camera nazionali ed internazionali, ottenendo  tra  gli  altri  il   premio al Concorso   Internazionale “Città  di  Minerbio”  (Bologna), il 1° premio alla V Rassegna nazionale biennale di trio e quartetto di Vittorio Veneto (Treviso) ed il 1° premio al Concorso Internazionale “Città di Pavia” 2002 e ha tenuto concerti sia in molte città d’Italia sia all’estero (Svizzera, Spagna, Slovenia, Croazia, Francia, Cina).

Marco Dalsass

Marco-Dalsass-bio

Ha esordito giovanissimo nel panorama musicale italiano vincendo numerosi concorsi e rassegne nazionali (Vittorio Veneto, Corsico, Torino, Biella, Sasso Marconi, Palermo e Latina) per violoncello e duo con pianoforte.

Dopo aver conseguito il diploma con il massimo dei voti e borsa di studio delConservatorio di Castelfranco Venetosotto egida del M° Enrico Egano, si è perfezionato con Antonio Janigro e Mario Brunello presso la Fondazione Romanini di Brescia e successivamente con Michael Flaksman. Ha frequentato il corso quadriennale presso l’Accademia Stauffer di Cremona con Rocco Filippini e nel 1998 conclude il perfezionamento conAntonio Meneses presso l’Accademia Internazionale di Musica di Biellaottenendo il diploma di eccellenza. Appassionato della musica contemporanea ha creato sinergie con molti compositori e addentratosi nella musica elettronica conosce Alvise Vidolin con il quale ricerca nuove soluzioni espressive con il “Live Electronic”.

Il suo interesse per la musica del nostro secolo viene riconosciuto nel 1990 al Concorso Internazionale di Violoncello “Gaspar Cassadò” di Firenze con il premio per la miglior interpretazione di “Ciaccona, Intermezzo e Adagio” di Luigi Dallapiccola, risultando unico italiano laureato. Fondatore, con Enrico Egano, Mario Brunello, Teodora Campagnaro e altri, dell’Ensemble di 12 violoncelli Heitor Villa – Lobos, partecipa a prestigiosi festivals quali Toulone, Scheveningen, Festival Pucciniano di Torre del Lago, etc; nel 1987 l’Ensemble è invitato a rappresentare l’Italia in Brasile per il centenario della nascita di Villa – Lobos suonando nel Teatro Nazionale di Brasilia e nei maggiori teatri nazionali.

La collaborazione con prestigiose formazioni cameristiche (Trio d’archi di Venezia, I Solisti Veneti etc) lo ha portato ad esibirsi in tutta Europa, USA, Canada, America Latina, Giappone, Cina, Tailandia, Corea, Malesia, Paesi Arabi, partecipando in particolare al Festival di Salisburgo, Salle Pleyel di Parigi, Avery Fisher Hall (Lincoln Center) di New York, Ravinia Festival di Chicago, Tanglewood – Boston, Teatro Teresa Carreno di Caracas, Scala di Milano.

Dal 1991 suona con il Trio d’Archi di Venezia nel quale, apportando le proprie esperienze, contribuisce ad ottenere un importante riconoscimento dall’Università di Bloomington (Indiana) guadagnando la stima del M° Franco Gulli, che così si esprime: “Tre magnifici virtuosi che sanno usare i loro strumenti con l’unità di intenti necessaria per ricreare la musica da camera ad altissimo livello ….”. L’interesse per il repertorio solistico con orchestra (Schostakovic, Tchaikowsky, Haydn, Hindemith e Beethoven – Triplo Concerto con l’Orchestra Filarmonica di Zagabria), lo ha portato a ricevere il plauso della critica nazionale.

Ha insegnato nei Conservatori di Cesena, Perugia e Cagliari. Dal 1995 è ospite stabile al Festival Internazionale di Musica di Monte San Savino (AR) dove tiene il Corso di Violoncello e nel 2002 e 2003 presso l’Accademia “Corrado Romano” di Macerata. Ha collaborato in qualità di primo violoncello con l’Orchestra del Teatro Comunale di Treviso, l’Orchestra Italiana d’Archi diretta da Mario Brunello e con l’Orchestra del Teatro La Fenice di Venezia. Da alcuni anni si dedica al repertorio barocco con strumenti originali come solista e continuista collaborando con Claudio Astronio, Sergio Balestracci, “I Sonatori della Gioiosa Marca”, “La Corte Sveva” e “NovArtBaroqueEnsemble” di cui è socio fondatore. Nel 2006 si laurea con il massimo dei voti in “Discipline musicali ad Indirizzo interpretativo” con la specializzazione in violoncello barocco presso il Conservatorio Agostino Steffanidi Castelfranco Veneto.


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